Rutto Libero

PITTAROTTO, la Leggera Danza del Marketing Sbagliato

Qui non si parla di PittaRosso, anche perchè ne abbiamo già detto a sufficienza su quel brand, cose carine, concetto negozio simpatico, team giovane..spot pubblicitari da neuro.

A scanso di equivoci ho messo in grassetto la frase soprastante, che apriva il post. SIA CHIARO PARLO DI PITTARANCIO (lo possiamo chiamare così??) e me ne sono resa conto, tipo da sempre 😀 C’era già, eh, la frase.

 

Ma poi, onestamente dico.. nella mia città, con la Ventura, e quella DANZA. La danza sacra dei Maori spogliata della sua dignità guerriera e immolata nel nome del pronto moda calzaturiero.

Scusate, ma è un duro colpo. —> qui giustamente mi vergogno di quello spot.

 

Oggi non voglio mica sputare nel piatto dove ho mangiato, anzi! PittaRotto è l’altro fratellino, quello confuso. Quello che ha sempre il reparto saldi con le meraviglie dello scorso decennio.

Ho grassettato l’altra frase che poteva aiutare a targettizzare la nostra vittima, che poi è solo un bonario perculo da 4 soldi 🙂 

 

Non ci credete? Volete le prove?

E bravi, non vi fidate, voi: giorni fa io e la mia copilota Melania, temeraria paladina della comunicazione Social, siamo atterrate nella perdizione chiamata Centro Commerciale di Pieve Fissiraga…un po’ di shopping sano e poi un salto nei negozi appena fuori.

Meta irrinunciabile della nostra spedizione PITTAROTTO!

Subito abbiamo cercato di ispirarci con le proposte estive, ma, ahimè, un potentissimo schiaffo petrolato/chimico/resinoso ha steso i nostri ricettori olfattivi e disintegrato la connessione occhi/cervello…

Un carnevale di Rio di modelli davvero irrinunciabili per ogni Signorina Per Bene a base di buongusto discodance anni 80. Ma forse anche peggio.

Noi li abbiamo toccati con mano, io anche con piede e mi sono immolata alla causa facendovi da specialissima modella, con tanto di piede gonfio e stampini del calzino.

PRONTI??

 

Alla posizione numero UNO abbiamo la meravigliosa decolletee con chiusura artistica, in giallo Titti, frutto dell’attesissima collaborazione con IL PULCINO PIO. Acclamato all’unanimità da entrambe noi Shoes Watchers

Notare il laccio dietro la caviglia (sì c’è uno slingback completo) sotto la talloniera da ballerina di tango. Io nonho caviglie fini e qui il piede era un po’ lessato dalle scarpe da ginnastica all day long, però non chiudersi comode all’ultimo buco..mi chiedo su quale modello siano state elaborate. Il mix tra Vernice e suede le rende adatte a tutte le stagioni e la comodità, comparabile solo agli stivali della prima guerra mondiale, non fa rimpiangere nemmeno il tacco 12. TRITANO I PIEDI.

GIALLE DEF

 

 

(che con un filo di restyle non sarebbero nemmeno brutte..CONSIGLIO: decidersi sul tipo di chiusura sul tallone)

 

Al secondo posto la scarpetta perfetta per le tacco-free, una bella ballerina rossa rossissima tutta brillantinosa:

doroty.001

 

 

Un carnevale cinese ai piedi, esplosioe di luccichìo dorato su fondo rouge, fiocchetto attaccato a caso ma con garbo e suola in adamantio: impossibile da piegare, piuttosto si spezza. Il 37 mi stringe in una morsa di dolore, ma avanza un cm in lunghezza. Mistero.

dorothy2 (1)

 

La punta è quasi arte.

Stanno iniziando i Mondiali, siamo quasi lì-lì. E dobbiamo farci mancare la scarpa Patriottica??? Su gentile suggerimento della mia Co-Pilota si aggiunge questo modello alla prova:

NOOOOO!

 

patrio (1)

 

 

Vernice color latte alpino, tacco e soletta in verde Pistacchio di Bronte e plateau rosso metallizzato degno di una mascherina veneziana. Un trionfo italiota, pieno di luoghi (non per forza comuni) e cattivo gusto. Il PIEDE PATRIO!

patriottiche.000

 

Un peeptoe scarso, una calzata più aderente di un placcaggio e un insospettabile leggerezza, in fondo eran le più comode.

Solo per total black look, al limite blue Savoia.

 

E per la Seratona Trasgressiva?

Uno Zoccolo aggressive, pieno di amore per il pericolo (sfido chiunque a restare in equilibrio su quel plateau a cucchiaio di Totti) e sfontatezza tutta femminile. Con un tocco goth-gore….

 

piedeputr.001

 

 

La vernice leoprint in grigio, la suola in finto legno che nemmeno le tv Telefunken ann 70, i chiodini cattivelli e il fiore spudorato….

Cosa nascondono?

putrefatto2 (1)

 

Melania, che ha assisto allo spettacolo con un comportamento ineccepibile ha esposto la sua opinione in modo schematico ma efficace, qualcosa che potrebbe essere stato un titolo da Factory di Warhol: Piede Putrefatto

Perchè sì, nessuno attribuisce tanta morte alla forma di un povero piede come questi sandali dalla suola “ottovolante” e con la tomaia di puro Eternit.

 

Queste bellissime creature possono essere vostre per un prezzo inferiore alle 50€ cad, se siete pazienti con i saldi ve le portate a casa con meno della metà. Non serve agitarsi, sono lì forse dal 2002.

Un sorriso alla regia:

sorriso

Non è che mi riesca sempre sorridere, ma ci provo 😀 

Saluti  baci,

Al prossimo Gomitol-spy Game

Segui l’hashtag #pittarotto nei prossimi giorni su Instagram, il mio account è momoilgomitolo, per vederne di belle oppure posta un tuo contributo: un rutto epico calzaturiero immortalato solo per noi. Ti prego, sii gentile.

 

 

 

 

Annunci

SHOE REVIEW – Shoe Room #50 – CHIARA FERRAGNI’s SHOES

Signori, signore..

Ce l’abbiamo. SONO QUI.

Allora, a parte un post scritto tempo fa in merito, non mi sono mai permessa di parlare di ogni singola ondata di scarpe prodotte con il nome della blogger più famosa d’Italia: Chiara Ferragni. Il suo successo è sicuramente merito delle sue sagge scelte stilistiche, secondo il suo gusto, o di chi per essa (chiaro) ma il successo è indubbio. Comprato o reale poco importa: ci sono i numeri. Io però volevo andare oltre il chiacchereccio, volevo darvi UNA RECENSIONE.

Non voglio parlare di lei, perchè questo è un blog scarposo, ma delle sue creazioni. Poche settimane fa ho avuto modo di acquistare a TORINO, presso una svendita outlet, un paio delle fantomatiche scarpe.

Devo ammettere che fino a questa estate non mi è capitato MAI di vederle in negozio, dal vivo quindi, se non ad agosto al Grifone di Torino,  un bel posticino, dove sotto il naso mi si sono materializzate le famose  tricolor in vernice opentoe. LO SCHIFO, quella volta è stato odio furente: colla sbavata, vernice non lucida in modo uniforme, pelle coriacea. Ero tentata di scrivere allora ma….non avevo nè provato le calzature (numeri troppo grossi) nè fotografato lo scempio.

Non  andava bene, così ora che le ho sottomano, e ho avuto la fortuna di trovare le uniche che mi fossero congeniali, SOTTO CON LA RECENSIONE!!

Impatto visivo:

LA SCATOLA

Voglio sperare che a me la scatola sia capitata sfigata e mancante di varie parti, ma credo di no: comunque…è rossa e ok (come quelle di Ferragamo) anche se lucida e con un effetto Coccodrillo, un po’ cheap come stampa però, fa tanto confezione di profumo del discount. La scritta al centro del coperchio (almeno però è una scatola bella solida) è in vernice oro, in corsivetto che simula una firma (come Ferragamo, e due), stesso font usato nelle solette. All’interno troviamo una fodera tutta ORO SPECCHIATO, molto lucida, che fa riflettere tutto. E una …ehm…velina? Nella stessa carta che immagino ricopra la scatola, quella coccodrillata rossa e tipo cartapecora….ma è un avanzo? ç_ç Cioè sono in suede! Sono colorate! Costano un botto…e niente velina? Niente sacchettino? Anche di quelli megasfigati in plastica o nylon :(…nulla. A parte i due puntali in carta appallottolata e UN tensore in plastica bianca. Delusione.

 (dettaglio pattern scatola)

(no proprio una cosa da Natale ’93)

(Il surrogato di velina, in cartoplastica coccodrillata)

 

Ma poi che pacchianata, scusate eh! Scatola grigia satinata con firma in rilievo e velina in tinta no? Troppo? Queste scarpe possono macchiarsi o la suede rovinarsi per schiacciamento se a contatto con una superficie scivolosa… 😛 Provato sulla mia pelle.

LA SCARPA

Pensavo peggio nelle proporzioni.  Tutto sommato sono simili ad altre millemila in circolazione. Plateau e tacco sono abbastanza in linea con la media: 14 cm tacco, 3,5 di plateau interno.

La pelle è colorata in modo intenso, stiamo parlando di suede, e non ci sono s impressioni di colorazione polverosa o che macchi, ma non ho ancora questa controprova.

E’ anche morbida al tatto e si adatta bene al piede, dai diamo loro il giusto merito, ma non roba da paragonare a Casadei o simili eh. L’interno è foderato in nappa rosa, questa un po’ troppo duretta. Soletta con nome impresso argentato, sono della prima versione di decollete a tacco osseo. Le nuove, le ho viste in negozio a Torino (prima volta che ne avvisto un paio – sincronicità) hanno un’etichetta rossa, che a mio avviso fa un sacco cheap.

La suola è in pelle ma non di pelle come posso essere delle Sergio Rossi…non proprio, è lucida, rigida, si sbuccia come nulla nella camminata e necessitano di pesante risuolatura con gomma. Sennò siete fritte: IO SONO CADUTA. Sul selciato, ovvio.

 

A me poi è capitato il paio con la suola tagliata….ma possono permettersi un difetto di assemblaggio così grossolano per 295€?? Sì, perchè questo è il prezzo di vendita!! Io le ho pagate 39€ e credo che il loro prezzo giusto sia attorno alle 150€ massimi. Ma andiamo avanti.

Il tacco non è in osso come detto everywhere, e ci manca (che schifo), ma in plastica. Rispetto a come si vede in internet, la parte bianca non è “colore pieno” ma tutta screziata per dare proprio l’idea di osso. Cosa che già nella seconda versione delle deco (che sembrano migliori di queste, ma NON LO SONO AFFATTO, anzi)è stata del tutto accantonata, forse per il prezzo? Non credo visto che costano persin di più.

Anche la coloratura qua è…ehm…sfumata, nelle nuove è più netta. Lasciatemelo dire…però anche un bambino col gesso lo sfumava meglio…così più che osso la gente penserà che ho pestato una cacca gigante 😦

Impressioni al piede.

Allora, ho comprato il 37, il mio numero…eh…sono un po’ strettine. Do la colpa al plateau interno, che spesso gioca contro la calzata. Un controsenso se pensiamo che le scarpe sono pensate per essere indossate…ma vabbè. Ci sta che una marca calzi stretto. Ci si cammina. Poco. Sono durissime. Il tacco è molto stabile ma non lo forzerei piroettando come faccio di solito con le mie Casadei, con quelle faccio anche equilibrismo sui tacchi…reggerebbero un elefante. Il plateau è alto e ammortizza bene ma un cuscinetto di imbottitura l’averi gradito: LO METTE ANCHE TOPSHOP per 50£ di deco. In vera pelle.

La scollatura è appena accettabile secondo i miei canoni, un po’ accollata. il tallone invece è piuttosto basso, ma va bene.

 

(BOILER FOOT)

Tiriamo le somme.

Siamo proprio sicuri che queste scarpe siano andate così a ruba in poche settimane? Perchè le troviamo alle svendite? (e mi è capitato due volte per caso a TO)

Perchè le svendono a un cazzo?

Perchè da 295€ le sbolognano a 39€ o, su negozi online a 80€ (Tiziana Fausti o Luisa, non ricordo).

Perchè sono così rigide?

Perchè la scatola è uno scempio tale?

Non fanno cagare al 100% ma le vedrei bene da Zara o simili ;( cioè sono scarpe in pelle in tutto e per tutto, il concept ci stava anche, in Italia abbiamo i migliori mastri scarpari…Io ne conosco tanti ottimi, se vuoi TBS.

Vi soddisfa questa review? Chiedetemi TUTTO!!

 

PS: la scarpa destra ha una macchia di moccio o roba simile sulla punta. La famosa punta a glande. SCHIFO. Spero vada via.

 

Momo

 

 

 

Piccolo Intermezzo Fashion: ragioniamo insieme :D

Grazie ad un post su facebook di Fashion is My Way di Cristina Legnini (un ottimo blog, ricco di spunti e di un certo spessore: PAGINA FACEBOOK e LINK, io vi propongo solo roba buona) ho avuto l’illuminazione.

L’immagine incrimitata è la seguente:

Questo è lo stivale che Givenchy propone per questo inverno 2012/13. Un normalissimo stivale al ginocchio con tacco di medio spessore da 10 cm….con risvoltone fino al pavimento.

Ora, lasciate che dica una cosa:

ASTRO BOY

Uguali, nevvero?

Impressionante. Comuque analizzando il lato pratico posso dire che sono mal progettati…..allora: lo stivale in cuoio con l’utilizzo si raggrinza. Non ci sono cazzi. Sulla caviglia, soprattutto, perché abbiamo una cosa chiamata GIUNTURE che ci consentono di muoverci. Questo stivale secondo voi quanto tempo resterà stirato? Un ora? Dieci minuti? 1600$ e fischia per un coso che si comporta come il più fetente degli abiti in lino? Magari mi sbaglio, ma vorrei vederli all’opera.

(e se uno pestasse una cacca? Gli arriva al ginocchio per effetto della capillarità?? O_O)

Baci,

Momo

RUTTO LIBERO + difesa alla dignità dei Piccioni.

E ci siamo col Ruttone!

Iniziano i saldi, e come monito su ciò che ci aspetta al varco insano della F/W 2012/13 (sempre non finisca il mondo, grazie APE MAIA) proponiamo un anticristo a caso.

Chi abbiamo cilindrato oggi? JIMMY CHOO!

E chi l’avrebbe mai detto? Dai, ogni tanto una scarpa orrida la fa, ma mai così tanto:

Dopotutto, chi non ha mai sognato nella vita di calciare secco un piccione di piazza Duomo? Ecco, calmate i vostri spiriti assassini, il risultato è qui sopra. Ci andreste in giro con il trofeo/cadavere sul piede? NO.

(lo spero per voi)

Oppure sembrano pazzi-pelazzi-ascellazzi stirati con la piastra.

Questi sandali hanno tacco figo, un plateau decente, una forma carina, la tomaia in satin, e pelo piuma di marabù. Si chiamano TEAZER. Costano 1050$ su Neiman Marcus.

NO!

 

Baci,

Momo