Mese: ottobre 2011

Rotocalco del Gomitolo – Plateau: odi et amo

Orgogliosi Gomitolini,

rieccoci a toccare argomenti spinosi, il nostro caro plateau, dolcificante per tacchi aspri, impervi e senza pietà, feticcio modaiolo che sfocia nel fetish diretto, o, nei casi peggiori, direttamente nelle scarpine da signora della notte.

(stesso concetto, diversi risultati ;D )

Non deve essere troppo alto altrimenti diventa volgare, c’è chi lo ama senza limiti, chi lo detesta per principio ma lo apprezza solo sulle zeppe, chi lo vuole anche se il tacco è basso perché è tanto di moda, chi non ce lo vede nemmeno dipinto sulle scarpe in corda. Un mondo spaccato in due sarebbe troppo comodo, siamo spaccati in mille opinioni differenti. Ma è il caso di puntualizzare.

Qual è il primo motivo di esistenza per il nostro plateau? Permetterci di raggiungere vette inaccessibili altrimenti, parlo di tacchi 14/16 e oltre, qualcosa che fino a qualche anno fa avrebbe destato seri dubbi. Forse anche oggi, ma non se pensato e calibrato a puntino: trovo che su determinate calzature possa essere davvero il valore aggiunto che fa la differenza, la spezia che rende il piatto indimenticabile. Un esempio? Le VeryPrive di Louboutin sarebbero le stesse senza quel pezzetto di suola che spunta? No, assolutamente. Non a caso è il modello di peep toe con plateau per eccellenza.

Certo, così uscire dal circolino del tacco 10 fisso sembra facile, no? Ma calma, siamo sempre su un tacco 10, 8, 9..11 cm al massimo! Ok, che misurato a tutta lunghezza rende qualcosa come “tantomila” però quello che conta davvero è l’inclinazione del piede. Purtroppo la cosa che mi fa più male è sentire di fantomatici tacchi 12 indossati da persone che al massimo portano un 10 pulito. Con il plateau è ancora più facile cadere in errore.

Parlando di errori, arriviamo al dunque: il plateau ci permette sì di camminare tra le nuvole, ma anche di penare come fossimo all’inferno. Badate bene, e qua serve tutta l’attenzione, non è confortevole per la camminata come sembra! Innanzitutto non è intuitivo camminarci, il nostro piede è convinto di toccare terra e, giustamente, “pesta” per cercare la stabilità, però si ferma prima del “dovuto” sulla piattaforma, che per quanto imbottita è comunque rigida, complice anche il fatto che per reggere la struttura appesantita, la suola perde tutta la sua flessibilità (come fosse una zeppa). Anche il tacco, ovviamente, non è anatomicamente intuitivo per il nostro corpo, ma la suola pieghevole agevola la questione mettendo in funzione anche il metacarpo, con una scarpa platform è la sola caviglia a pagare lo scotto per i nostri capricci di moda *_*

Quindi, attenzione alle nostre povere caviglie e alle calzature troppo rigide, che possono anche causare microtraumi, il segreto è sempre la massima di Paracelso: è la dose a fare il veleno. Anche a me capita di amarne qualche paio, ma le alterno a calzature più flessibili.

Consigli:

All’atto dell’acquisto, se il vostro cuore è stato rapito da una svettante goduria platform-munita, oltre ad aspetto estetico fate molta attenzione anche al peso della calzatura: alzatela con un dito e soppesatela per una decina di secondi. Se vi affatica, e vi assicuro che moltissime scarpe lowcost lo fanno ç_ç, avete  tra la mani qualcosa di potenzialmente tritacaviglie. Forse tonificherà i vostri glutei, ma non stateci mai arrampicate per più di una serata, massimo due, a settimana.

Altra importante questione è legata alla stabilità della struttura, issatevi sulle potenziali amate, entrambe, e sporgetevi in avanti un poco: se vi sentite “ribaltare” in avanti è indice di cattiva proporzione tra le parti: camminando ve ne renderete conto. Questo soprattutto perchè i plateau asimmetrici vanno forte, e si stanno mettendo a dura prova tutte le leggi della fisica. Ho un sandalo Zara bellissimo ma il plataeu “a cucchiaio” mi fa sentire sul dondolo di continuo, oltre al mar di mare si rischia di rimetterci l’osso del collo.

Plateau interni: attenzione allo spazio vitale per le dita dei piedi. Spesso questo punto è lasciato in disparte, in virtù dell’estetica dell’insieme, a volte sono larghi come lavandini e il risultato è osceno, molto cheap, altre volte strizzano da morire. Attenzione. I materiali sintetici non si ammorbidiscono mai.

Non dirò una parola-sentenza sull’altezza o sugli stili perché ognuno deve scegliere sempre e comunque seguendo il proprio gusto e cuore.

Baci,

Momo

Oh…Delirium! *_* Le GomitolScarpe! By Topshop

No dico, surfi il web, alla molle ricerca di ispirazione e…TA–DAAAN!

Ammirate gente, questa copia spudorata di Dolce e Gabbana  meraviglia concepita per far perdere il sonno al Gomitolo! I cuori!! Non le -yaawn- stelline, i cuori! Il tacchissimo, la punta a mandorla. Sbavo.

Ma non è tutto!

Con il glitter *O*, penso che questo segni la fine.

Della mia forza di volontà!

Vado a dormirci su, buon Venerdì 🙂

 

(si chiamano Giggles, by TopShop, amatele.)

Baci,

Gomitolo

L’amour.. Mai Lamore. Un genio puro, con un pizzico di kitsch.

Giri il web e rincontri un vecchio amore. Per l’appunto ricordi che il nome della designer era qualcosa che suonava simile ad amore, cuore…ehm…..MAI LAMORE! Eccolo ^_^

Non sono una cosa grandiosa? Ovviamente eccessive, eye-catcher, esageratamente burlesque, ma è proprio questo il loro bello. L’essere il pezzo unico, forte, indiscusso dell’insieme: perfette con un abitino nero molto sobrio. Nient’altro.

Una parola sul Brand/designer: si chiama Mai Lamore, qua il pdf con la sua bio completa http://harow.free.fr/mailamore/bioan.pdf , è nata in Africa e da lì prende la sua ispirazione per le sue creazioni calzaturiere, che possono apparire anche così kitsch da rischiare di bruciare la retina, ma sono dannatamente uniche e “molto personali”. Sono sempre felicissima quando scopro un designer che possa meritare di portare questo titolo. Ovviamente lanciata nell’empireo dei grandi della calzatura dal miglior palco del settore, Parigi, ha un monomarca e diversi rivenditori, ma sono certa lavori moltissimo sulla sua sezione Haute Couture, i modelli pià eccentrici e personalizzati (come quello qua sopra).

Non è possibile trovare molte info di prima mano su di lei, peccato, ma sappiano che molte, molte riviste di moda, delle pià rinomate, hanno celebrato le sue creazioni immortalandole negli shooting. E’ sintomo di potenziale in agguato 😉 Non è possibile sapere quali sono i prezzi di queste creature: come nelle boutique dei grandi maestri calzaturieri del passato non possiamo conoscere il prezzo prima di entrare in negozio. So chic.

Abbiamo molte collezioni, tutte a tema, alcune più semplici e altre decisamente pazze (con qualche pezzo orrendo, ovvio ;D non possono mancare) e ho scelto di mostrarvi un piccole selezione gomitola, per farvi conoscere questa fetta di cielo.

Ci sono due macroselezioni, Haute Couture, come vi dicevo prima, e la Pret a Porter.

Inizio dalla Pret a Porter,

Semplice pump a punta, classica in una morbida nuance Teal, carino il dettaglio sul tacco. Belle e semplici.

Semplicemene spettacolare, questa maryjane in raso rosso fiamma con tacco laminato (non ricorda le scarpe a zampetta di Vuitton? Beh, queste ci sono da un bel pezzo!) e chiusura a bottoncino (questo dettaglio mi ricorda le Ladydragon). Adoro.

Delizioso sandalo sempre in tessuto con tacco effetto nodo (anche un po’ effetto ossicino di pollo, brrr), abbiamo capito che questa designer fa del tacco scultura la sua firma 😉 Però le tomaie sono un opera d’arte, così ben pensare e proporzionate.

Che dire, stessa idea del tacco zampina, ma in versione zeppa: tutto coperto dalla stessa pelle a texture cocco in un colore pieno e vibrante. La zeppa in questione è cosa da intenditori, d’accordo, non tutti digeriranno la forma eccentrica, ma la tomaia…è un sogno! Quell’open toe!

Le saette di Zeus sotto i piedi della regina dell’Olimpo? Idea vecchia, ne convengo, ci aveva già pensato DSquared2, però con questa reinterpretazione vintage like (lo scollo a V sulle deco è il mio feticcio del momento), la saetta dorata sembra conferire un aria retro-futurustica a queste meravilglie sempre in satin. Con queste ai piedi ogni cosa diventerà sottofondo d’immagine. VOGLIO.

La collezione HAUTE COUTURE, serba invece qualche brutta sorpresina…ma anche meraviglie!

Le bellissime scarpe a forma di rosa che avete visto nella prima foto fanno parte della collezione Sentiment Profond (e sono l’unica creatura degna di nota della serie), ecco cosa segue:

Singolare deco in satin rosso rubino ricoperte da una fina rete dorata, molto navy e davvero retro, una volta era uso applicare pazzie alle scarpe, le amo! E’ filo d’oro, non oso immaginarne il prezzo.

Sandalo forte, molto fetish, però particolarissimo e davvero alto. Tacco a gambetta, e catenina vera come laccetto. Così potenti che resistergli è impossibile. *_*

Assurde vero? Sembra che qualcuno le abbia lasciate in soffitta per secoli a far polvere, eppure sono così speciali, molto festaiole adatte a super occasioni, in cui osare è la parola d’ordine! Non per serate mondane senza tappeto rosso. E’ un piccolo picchio quello sul tacco? E il tallone che replica il nido?? 😀 Pazze ma d’effetto.

ADR dice che le piume sono sempre splendide, io le do ragione. Poco pratiche, si rovinano, ma sono splendide! Una deco fortissima e da sera. Anzi da Gran Sera al teatro!

Sembrano avere uno strano peep toe, ma se non è troppo a feritoia (effetto zoccolo di mucca? no grazie) potrebbe svelare una calzatura particolarissima e adatta anche una sposa. Certo una che sappia osare, dopotutto si vedono certi abiti mega carichi abbinati alle solite, yaaaawn, scarpe perlee bianche tacco 8. Queste piume sono molto Carrie. Anche se al suo matrimonio (quello andato male) il pennuto l’aveva in testa.

Via con gli orroriii!

Sarà anche visone (ç_ç) ma sembra moquette, orrore per la stampa degna del peggiore dei tappetini da tamarro, in questo caso il tacco a zampina non rende giustizia alla sua scattante natura, no, la scarpa è decisamente pesante goffa e bruttarella.

Un povero visone ha dato la vita per rendere possibile la realizzazione di questa COSA. Brutta la forma, il soggetto è decisamente grottesco, sgraziato e poco adatto alla posizione. La coda poi, LA CODA! Che striscia a terra impietosa…pronta a spazzare il pavimento di ogni festa…decisamente ORRORE.

Ci sono un altro paio di assurdità, ma vi lascio il piacere di scoprirle sul sito, sotto ad ogni foto qua riportata ho lasciato anche il dettaglio del commento, modello e collezione, semmai voleste mettervi a cercarle (io lo farò di sicuro!).

Che ne dite?

Baci,

Momo

Oh, Delirium..*_* Derek Lam propone una scarpa candida…ma non troppo!

Tenerezze, eccoci di nuovo a desiderare una scarpa bellissima e perfetta!

Guardate le forme perfette per un minuto, osservate i dettagli.

Giusta altezza al tallone per non essere troppo massiccia, scollata ai lati per scoprire il piede (questo fa la differenza rispetto ad una calzatura in suede autunnale/invernale). Lo scollo sulle dita, toe cleavage molto pronunciato ma portabile, a V come nelle calzature da gran sera di una volta. Tacco sinuoso, sottile ma non troppo, adatto al giorno, sembra anche bello comodo. Punta elegantissima. Si intuisce che non è vero pitone dalla grana troppo fina della pelle, al massimo è agnello stampato, però che classe!

Molto probabilmente sfruttabile anche come scarpa da sposa, molto sobria ma d’effetto.

Le voglio *_*

Il prezzo mi è del tutto ignoto, ho preso la foto da Shoegirl, ma avete visto in che condizione è quel piede? Povera modella: si sarà cambiata 100 scarpe in 10 minuti e trottato sulla passerella a passo svelto, e il risultato è quella miscellanea di ponfi, botte e sfregamenti ç_ç, che dolore!

Che ne pensate?

Baci,

Momo