Rotocalco del Gomitolo: Imparare a camminare e a tollerare i TACCHI :D

Dedicato a Ceddy *_*

Buongiorno carissimi Gomitolini miei!

Si fa sentire l’aria Saldi-maniac , frizzanissima e impossibile da evitare, e anche le scarpe più costose sembrano farsi abbordabili. Ma quante di Voi si arrendono di fronte alla dicitura Tacco 100mm, famigerato tacco 10, ormai la norma??

Bene, è normale, poche balle: un tacco fa male anche se di 5 cm se portato nel modo sbagliato. E vi spiego perchè:

La nostra camminata, come i nostri piedi, non è progettata naturalmente per avere a che fare con una protuberanza sotto al tallone…E questo lo notiamo camminando con un tacco considerevole (8 cm in su): i passi si fanno corti e più lenti….perchè la nostra povera caviglia deve stare in posizione innaturale e tesa in continuazione.

Siccome ho trovato chi meglio di me possa parlarvi dell’argomento, riporto qualche altro stralcio della meravigliosa Morgana

 “I tacchi a spillo infatti – se da un lato richiedono un impegno maggiore di altri tipi di calzature – possono dare notevoli vantaggi; sviluppano la postura eretta, esaltano le curve naturali del corpo ed infine donano un modo di camminare aggraziato e femminile. La soddisfazione di saper camminare con questo tipo di scarpe sviluppa inoltre l’autostima e la fiducia in noi stesse, senza contare il sottile piacere di sentirsi ammirate e desiderate.
Attente però ! I tacchi a spillo non vengono certo disegnati sulla base di considerazioni fisiologiche (come ad esempio le scarpe da ginnastica), e dunque il loro uso continuato può esporvi ad inconvenienti.All’inizio sarà necessario concentrarsi con grande impegno sulla posizione delle varie parti del corpo, ed in particolare sulla distribuzione dei pesi: poi, una volta assimilate tutte queste fasi, i movimenti diventeranno fluidi e disinvolti senza più richiedere un’attenzione continua. Per fare un paragone molto calzante, camminare con i tacchi alti è come imparare a guidare: dapprima i nostri movimenti saranno lenti ed impacciati poichè siamo costrette a riflettere prima di ogni azione, poi – una volta acquistata una sufficiente dimestichezza – le vari azioni si susseguiranno in maniera del tutto automatica, e saremo libere di dedicarci ad altro, come ascoltare la radio, interessarci al panorama o conversare con ci sta accanto.”

Io adoro Morgana, mi ha insegnato tutto, e voglio invitarvi a far tesoro delle sue parole. Cerco di unire i suoi spunti con qualche mia esperienza personale per aiutarvi nell’impresa tacchizzata 😀

PRELUDIO : Fare amicizia con le nostre scarpette taccomunite.

Importantissimo: non vi siete mai acquistate un paio di scarpe con il tacco ma morite dalla voglia di imparare a camminarci? Approfittate dei saldi e compratene una tacco 7 (l’ideale per imparare, non importa lo spessore, alla fine vi accorgerete) : si possono trovare occasioni a 10€/20€ ai mercati o nei negozi lowcost. Non importa se la prima scarpa non sarà di grande qualità..è un “imparaticcio”, come quando si impara a ricamare o dipingere…mica si parte con Lino o colori top di gamma..ci si arriva con l’esperienza!! Sarebbe meglio, per una migliore percezione del terreno, che la scarpa sia senza plateau, non semplifica la vita come sembra ^_^ .E pensateci: se cadrete a terra, se una storta da passo incerto vi strappa via il tacco…chissenefrega! Non erano delle Louboutin! XD

Per chi ne ha già un paio pronto che aspetta da anni (anche se è fuori moda chissene!!): utilizerà quello. Che se lo meritano poverette…

Ok, acquistatele con cura, meglio a fine giornata per evitare (soprattutto in estate) che il caldo (gonfiandovi i piedi un pochino) vi impedisca una calzata ottimale. Anche se sono delle ciofeche, devono calzarvi bene. Meglio puntare su un sandalo avvolgente o una decollete, inizialmente dovrete imparate a sopportare i piedi tenuti belli saldi 😀 Perchè? Semplice: la novità di una calzata avvolgente è, spesso, la causa di abbandono del tacco per molte di noi ^_^!

Ora che le avete acquistate e siete a casa…INDOSSATELE! Ma occhio al punto 1..

FASE 1: la postura.

Siamo sedute sul divano, abbiamo le nostre scarpette “didattiche” e dobbiamo familiarizzarci. Indossatele con cura: prima la parte anteriore del piede per bene, poi il tallone e assestatele al meglio prendendole per il tallone e muovendole un po’. Ora la prova: se stanno al posto dondolando un po’ i piedi all’aria (eh..è così), senza volare via, sono perfette. Adesso dobbiamo alzarci in piedi….prendiamoci tutto il tempo. Impariamo a sentire come il peso viene distribuito sulla nuova area di appoggio. Normalmente il peso è concentrato sul tallone e pochissimo sulla pianta anteriore: con i tacchi non è il contrario al 100%..ma al 90% si ^_^! Quindi cerchiamo di stare in equilibrio sul posto alzando un piede per volta, tastando il terreno..Cerchiamo di fare alcune semplici operazioni sul posto: abbassiamoci con estrema cura, per rialzarci, alziamoci sulle punte (come per afferrare una mela) e torniamo sul posto. Ok, potrebbero accadere cose del tipo: caviglie tremolanti, possibili storte..cadute. E’ tutto normale: cercate sempre di muovervi con estrema cura e attenzione.

FASE 2: come tenere le gambe

Vi siete fatte un idea di cosa sia un tacco, ora cerchiamo di capire come vanno tenute le gambe e i piedi: io sono per il partito “si fa una cosa per volta” ^_^. Innanzi tutto, niente ginocchia semiflesse…che schifo! Ineleganti e segno di totale smarrimento sulla materia, via! Gambe belle dritte ma niente muscoli rigidi (effetto coscia di pollo….urgh!), con l’esercizio ci riuscirete. Vi ricordo che potrebbero volerci settimane di esercizio costante (COSTANTE) per imparare a camminare in modo opportuno 😀 , nessuna fretta. Familiarizzate con la postura e il nuovo appoggio: usate uno specchio a figura intera per verificare la correttezza della posa. Nella scarpa assicuratevi che le dita siano il più distese possibile, anche se non è possibile aprirle del tutto 🙂

FASE 3 la Camminata

Ora ci siete, avete capito cosa si prova. Bisogna iniziare a camminare, ma con grazia..altrimenti a cosa servono i tacchi? Per camminare come T-REX?? ahhaha XD Procediamo, prima cosa: mai cercare di imitare le modelle in passerella che mettono un piede davanti all’altro: innanzitutto ci vogliono gambe di 1 metro e mezzo, almeno, in seconda battuta si ancheggia come una vamp con l’anca sbiellata ;P

Meglio camminare nel modo più simile al naturale…ecco un disegno preparato, a suo tempo, da Morgana, esplicita perfettamente la linea da seguire:

Seguire questo schema renderà la vostra andatura più stabile e, ..scusatemi, guardabile. Prima è concesso tenersi ad una parete, poi piano piano fate pratica attorno a casa, ma sempre INDOOR. Solo quando sarete in grado di camminare con le gambe in posizione corretta e in modo un po’ più sciolto, vi consiglio di fare dei test di resistenza a tempo: cominciate con mezz’ora per arrivare a tutta la sera con in tacchi, magari mentre spazzate il pavimento o sparecchiate: sarà un modo molto divertente di far pratica ^_^! E di acquisire un equilibrio più stabile a 360° 😀 Oltre che abituarvi al dolore.

Potrebbero venire delle vescichine, poichè l’attrito con il piede nudo può causarle…per evitarlo mettete cerottini nei punti critici o usate un gambaletto velatissimo (se non si schiatta di caldo e SOLO IN CASA).

Dopo qualche settimana di esercizio, potrete iniziare a fare qualche piccola serata tacchizzata che non comporti grosse camminate, e per sicurezza portatevi delle ballerine d’emergenza in borsetta…non sentitevi delle perdenti se a metà serata dovrete cambiare scarpe…Gli obiettivi si raggiungono per gradi, l’importante è perseverare!

FASE 4: mai sedersi sugli allori!

Ci siamo, ce l’avete fatta…camminate su un tacco 7.  Certo non aspettatevi che il dolore sparisca. Nessuna magia: è questione di esperienza, abitudine e dedizione. Ma passerà di moltissimo, credetemi! Ci va solo pazienza. Ora è bene armarsi di altre misure, tacco 9, tacco 10, plateau….nessuna paura :D! E partire sempre con un po’ di pratica in casa prima di debuttare in pubblico con una nuova “altezza” ^_^

Al prossimo turno del Rotocalco, vi mostro alcuni esercizi di ginnastica ^_^ un po’ autodidatti, un po’ ispirati alle magiche tecniche di Morgana, per allenare i nostri piedi/caviglie!

Baci,

Momo

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10 comments

  1. Utilissimo! Non vedo l’ora di fare le prove indoor con i miei nuovi sandali! Anche se devo dire che con un tacco 7 ormai vado abbastanza bene. Sono quelli più alti che mi danno problemi (soprattutto di resistenza!)

  2. Mm… ancora ricordo i miei primi tacchi: novembre 1999, appena compiuti 14 anni. Bebè nere in pelle di Fornarina. Oddio, che dolore immenso. Poi ho messo via i tacchi fino ai 16 anni, quando andavano di moda i texani per arrivare in fine alle scarpe classiche a punta con tacco 4 cm, tremendo ma di moda (ne avevo un paio in vernice rosa…ggrrr beellllleee!!). Da li poi, via via, si impara….dai 4 ai 10 e poi al plateau. Scuola, dolore e calli, qulli si che sono importanti.

  3. Mammamia, io cammino bene solo sulle zeppe (quelle possono essere anche da 12 cm con 2 di plateau, che non le sento quasi) ma sui tacchi… aiuto! Solo un tacco 8 mi da i nervi dopo dieci secondi che lo indosso, ho un tacco 12 con 2 cm davanti che ho messo UNA volta e mai più (nonostante sia di ottima fattura, ecc)… insomma, un disastro di donna.
    L’unico tacco che tollero è quello da 7-8 cm delle mie scarpette Naturalista, che non sono certo la quintessenza della sobrietà e dell’eleganza.
    Solo che mi rendo conto che a matrimoni/ serate molto eleganti, la zeppa non è indicatissima, la scarpina Naturalista nemmeno, quindi devo darmi da fare. Punto.

    Ho 27 anni fra poco più di un mese, non posso andarmene in giro solo con quelle barche delle Birkenstock. Ecco.

    Attendo gli esercizi!

  4. uh grazie Momina, era da secoli che aspettavo un post del genere…Seguirò i tuoi consigli ma il mio problema primario non è tanto il saper camminare sui tacchi, quando li metto me la cavo piuttosto bene (pur facendo sforzi sovrumani che cerco di non mostrare), i problemi nascono quando arrivo a una soglia di dolore tale da rinunciarci…Credo che la mia sia pigrizia, mi sveglio la mattina e mi sento in mood di tacchi ma poi inizio a pensare alla metropolitana, al computer da trascinarmi dietro, alle scale dell’ufficio e mi sento male in partenza 😀 Dici che sono un caso patologico?

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