Rotocalco del Gomitolo – Tipi di tacco (Segue da “Ci sono mode e modi..!)

Buongiorno Tesori, come vi avevo promesso, e il Gomitolo mantiene le promesse, ecco la seconda parte della rubrica – catalogo Sul Rotocalco.

Avete notato quanti tipi tacchi ci sono in giro? Altezze, spessori, curvature….O_o ma siamo sicuri di quello che ci dicono in giro? Qual è il limite dello stiletto? Tacco cubano…si fuma? Il tacco a cono, poi, non è fatto di cialda: facciamo ordine e aguzziamo gli occhi!

Tacchi Bassi, non tutte apprezzano il mal di caviglia

Attenzione: non tratto le suole rasoterra. E’ un controsenso, e nemmeno le suole “da uomo” stile derby o ballerine.

Kitten Heel

 

Ne avete sicuramente sentito parlare, letto su qualche rivista, visto che sono apparsi abbondantemente sul catwalk alle ultime, oppure visti  e decantati su qualche shoe blog. Trattasi di tacchi molto bassi, mai più di 4 cm, a spillo*, molto sottili e…giocosi. A me sembrano i figli piccoli delle pumps più slanciate. Decisamente adatti a chi non rinuncia allo spillo ma non sopporta il mal di piedi del tacco 10, hanno il vantaggio di risultare eleganti e comodi al contempo. Ridordare: devono essere sottili come i cugini a spillo, possono essere dritti o leggermente curvi (più civettuoli). Ma nessuno mi togli il dubbio che un tacco così sottile e basso sia pericolosissimo per le storte. Io personalmente li odio, la foto che ho scelto per l’esempio è di un modello orrido, scusate.

Tacco “College”, o tacco quadrato basso o Sixties

Qua in foto è applicato ad uno stivale, come quast’anno se ne vedranno in giro. Trattasi, come si evince dal nome, di un tacco basso, grosso ma non maschile, e spesso sagomato e arricchito da dettagli, Roger Vivier lo applica senza indugi alle sue ballerine. Non è mai largo, e sgraziato direi, come sulle calzature maschili: risulta molto più piccolo delicato e bon ton. Ricorda le calzature anni 60, e le scarpe da college inglesi. Personalmente su uno stivale lo trovo carino, ma su decollete, e compagnia, FA TANTO “PASSATA”. A volte raggiunge i 4/5 cm….siamo borderline con il cugino Tacco Quadrato* vero e proprio.

Tacco a triangolo

 

Il tacco a triangolo è moooolto anni 80. E’ un cugino spigoloso del tacco a cono, caratterizzato dall’appoggio ridottissimo e dall’aspetto generale piuttosto tozzo e “roccioso”. Non è un tacco facile da portare, ricordiamo che appoggia su un centimetro quadrato scarso, ma rimane sempre basso: mai oltre i 4cm, significa giocare con l’equilibrio. Se si supera questa soglia assomiglierà più ad una zeppa che non ad un tacco, anche la calzata è molto simile alla “zeppa”: la suola rimane rigida, ma . Carino su uno stivaletto tutti i giorni o una decollete scherzosa ;D da ufficio.

Tacco Texano Classico

Tipico degli stivali in pieno stile “Old West”, ma anche rivisitati opportunamente in chiave modaiola, un tacco texano è sempre bassissimo (max 3 cm) e super rientrante! Una forma caratteristica che dona un’andatura un po’ maschile…ma non si può dire che i texani non siano diventati evergreen, dopotutto. Per “classico” intendo quello basso, in legno o cuoio: stivale o sabot…la sostanza non cambia. A me non piacciono nemmeno un po’. Se crescono troppo si chiamano tacchi cubani*…

Tacco Cubano basso:

Di solito il tacco cubano, rispetto la forma qua sopra, è molto più alto, per potersi definire tale, ma non mancano le versioni easy. Leggermente conico o dai profili quasi geometrici (ma mai perpendicolari il suolo) dalla sezione semicilindrica, spesso viene ricoperto dallo stasso materiale della tomaia. Lo vediamo solitamente sulle scarpe da ballo, per la sua comodità e robustezza. Occhio allo stile della calzatura: effetto “mia-nonna” in agguato.

Tacco a rocchetto basso

Il re dei tacchi bassi, quello più inflazionato nei reparti ciabattina estiva, applicato alle scarpe conformate. Comodo, pare. Sicuramente farà inorridire le amanti dello spillo assasino (infatti…), ma è il preferito delle “kitten heel addicted”. Garantisce un tacco “snello”, una base d’appoggio larga e altezze infime, ma nella sua natura sempre più corpulento di un kitten vero e proprio….Meglio dopo i 40…e solo su ciabattine da 10€… per favore!!*_*

Tacco a Cono basso

Tacco di forma conica, da cui il nome, potremmo definirlo la versione più snella e “slanciata” del triangolo, a quest’altezza. E’ piùttosto diffuso, ma per me il tacco a cono rende bene solo dagli 8 cm in poi. Garantisce stabilità e sulle scarpe invernali è molto pratico.

                                                                                    *_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*

Tacchi Veri Alti (dai 4 cm in su)

Premesso che tutti sputano sentenze sui tacchi 12…facciamo una considerazione: i tacchi che troviamo solitamente in giro (firme e non) arrivano ai 10.5cm/11cm al massimo di vero dislivello. E ci sembrano assurdi.. altissimi grazie ai platform che ne alzano il tiro. Infatti quante hanno detto di mettere i 12 cm per uscire a cena? Tanterrime. Sono pochissime quelle che possono sopportare il famigerato Twelve. Ma l’avete mai vista una decollete con quel tacco (senza plateau)? Eccola:

 

Sembra facile metterci il piede e camminarci vero? Fatelo. Poi ne parliamo. Dico camminnarci (muoversi nello spazio)…Eh.  La misura VERA del tacco determina l’inclinazione del piede e si ottiene sottraendo quella del platform al tacco. Poi possono esserci scarpe da 15 cm con 8 di platform….quello è un tacco 7.

Tacco a Spillo

E’ lui, il vero tacco, amore dei miei occhi, slanciato affusolato e curvilineo *_*. Troppo spesso confuso col cugino Stiletto. Il tacco a spillo è caratterizzato dal continuo assottigliarsi del suo diametro dal tallone al fondo. Offre una base d’appoggio molto esigua, meno di un cm quadrato, e solitamente termina a mezzaluna o a base tonda. L’altezza fa parte del gioco: più è alto più sarà elegante, più sarà basso e maggiore sarà l’appeal “scarpa da ufficio” :D. Il Tacco a Spillo è classificabile come “simbolo della femminilità”, e pare che sia stato inventato da Roger Viver, ma alcune fonti smentiscono a favore di altri, negli anni 50. Di pelle, di metallo, di materiale plastico, ricoperto, di ABS…tante sono le nature e gli stili che la stessa forma possono interpretare….risultando sempre fresco, FASHION, da femme fatale. E comunque: mai “scaduto”.

Tacco a Stiletto

Questo in foto non è un tacco a spillo!!!! Come riconoscerlo? Tra la base a terra e l’attaccatura non c’è troppa differenza: il diametro subisce una leggera rastrematura e il tacco è abbastanza dritto, unifomemente sottile. Questa forma la troviamo quasi sempre ad altezze impossibili, spesso accompagnato dal platform, è stata infatti la fortuna di Louboutin (della quale in foto, of course) negli ultimi anni. ma immaginate un tacco a spillo con il platform….si assottiglierebbe troppo, e risulterebbe eccessivamente curvilineo e sinuoso. La base d’appoggio del tacco è leggermente più ampia rispetto al cugino a spillo, e lo possiamo trovare nelle sue medesime varianti di materiali. Trovo sia un tacco che rende bene ricoperto in Suede, e perfetto per un paio di stivali!

Tacco a Coda

Il tacco a coda è una variante dello stiletto, ne è fratello diretto. Caratteristiche: inclinato verso l’interno (solo altezze medie) o chiaramente perpendicolare al suolo (foto). Più facile trovarlo nel secondo modo, è un tacco poco comodo, perchè, ad altezze ardite, non avere un tacco perfettamte centrato sotto al tallone è molto rischioso per l’equilibrio! Non è l’ideale se dovete acquistaere degli stivali…

Tacco Italiano:

Un tacco a spillo più cicciotto, pare sia una risposta al dopoguerra come riscatto della femminilità: il tacco delle Pin-up. Sempre sottile, è caratterizzato però da una base d’appoggio più spessa. Molto alto, anche questo è scambiato troppe volte per il tacco a spillo….Ideale per decollete (e derivati) comode e d’impatto.

Tacco a Cono:

Come il tacco italiano, ma più triangolare e geometrico, disegnato col righello: è evidentissima la differenza tra base e attaccatura! A volte la sezione è tonda per un effetto più “design”. La base d’appoggio è ai minimi termini e a dispetto di quanto può sembrare, è uno dei tacchi più difficili che abbia mai provato: fanno barcollare *_*, ma sono così anni 60! Bellissimi, se molto alti, anche su stivaletti e co. Deve avere una base piccolissima….

Tacco a Rocchetto (vero e proprio)

Molto particolare: siamo già nel design e nella ricercatezza dei volumi. Ricorda altre epoche, richiama forme prorompenti: se ben abbinato è un bel tacco. Sennò , con un completo sbagliato…fa pulcioso da matti: siccome è molto appariscente necessita di alcuni accorgimenti. E’ indicatissimo per un look retrò, o per creare contrasto con un look minimal. Non sono ammesse vie di mezzo. Deve essere, per non fare orrore, molto alto. Non prorpio indicato per stivali o sandali, ok, invece, su decollete e scarpe accollate, meglio se victorian-age style. Prende il nome, appunto, dal rocchetto del filo da cucito, di unavolta, per via della forma sciancrata. Vuitton ne aveva proposti con tanto di piercing di perla e ricoperti in velluto o broccato…orrorifici.

Tacco Cubano

E’ la versione del tacco cowboy alta. Leggermente rientrante, spesso ma rastramato. Se alto e a sostegno di una decollete, fa subito scarpa retrò. Solitamente accompagna i sandali da ballo latino americano, dove ha avito origine, ma ha fatto la fortuna anche di alcune rivisitazioni in chiave moderna di stivali cowboy, dove però è laciato in tinta nature in cuoio lamellare, non per me. Comodo da matti, e carino (in foto). Ma non sexy.

 Tacco Quadrato

Tacco della stessa dimensione per tutta la sua altezza: è tutto d’un pezzo! Perpendicolare al suolo, geometrico e rigoroso. Decisamente caduto in disuso negli ultimi anni, ha avuto la sua epoca d’oro negli ultimi anni ’90, la cosiddetta era delle Spice Girls…Una moda molto discutibile. Di questi ultimi tempi Miu Miu ha cercato di riproporlo abbinandolo ai platform esageriati e stampe da pijama, che orrore…ma la proposta Vuitton rivisitando una classica decollete a punta con fiocco…devo ammetterlo: davvero riuscita!! Così Chic!

SO che non ci sono tutti i tacchi del mondo: questo era solo l’elenco dei “normalmente” reperibili in un qualsiasi negozio. A seguire, nella terza puntata del nostro Rotocalco dedicata ai tacchi: le Forme Diverse e Le Zeppe. Stay tuned ;D

Il Gomitolo spera di aver fatto un buon lavoro ^_^

Baci,

Momo

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14 comments

  1. Il tacco italiano e il tacco a cono sono gli unici che posso portare (tra quelli alti!)
    Dio ci scampi dal tacco a rocchetto e quello cubano!! :S

    Muà :-**

      1. Io purtroppo risento degli anni che passano ( e ne sono passati tanti) e pur avendo inziato la mia carriera con tacco a spillo che aiutava con il tailleur spalle larghe degli anni 80, sono passata (miserrima) al tacco minimalista dei mitici anni sixti.
        Anzi dirò di più,lasciandovi a bocca aperta e con la lingua penzoloni , che ultimamente (se non per gli stivali d’inverno) porto le snickers di tutti i generi .
        Ekkecevoletefà……la vecchiaia e le vene varicose incombono e quindi jeans e sneacker a go-go pure in ufficio.

  2. Gli anni che passano li vedo con estremo positivismo, e sono certa che l’età ci migliora soltanto: teoria confermata dal mio fidanzato ben più “grande” di me. Direi che il tacco sixties è fighissimo se applicato a una bella scarpa, purtroppo c’è da dire che molto spesso se ne vogliamo uno la scelta è poco varia (leggere c’è da spendere)…Io la ballerina “tipo” Ferragamo/Vivier col tacco sopracitato la amo con tutto il cuore e la voglio *_*, ma certe schifezze economiche modello farmacia che ho visto anche nei negozi più “cool”, madonnina.
    Le sneakers ben vengano! Sono una soluzione pratica e ultimamente la scelta si è fatta tanto varia ^_^,io ho 25 anni ma faccio già moltissima fatica a vedermi con ballerine brillantinate & co…. E poi col jeans le “ginniche” sono bellissime e sportive: molto chic se in materiali un po’ diversi: ho comprato delle sneaker Samsonite due anni fa in pelle pitonata color sabbia *_*, un modello semplice ma anche se metto una maglia base tintaunita fa comunque “in tiro”. Certo, le Hogan…mia sorella le colleziona…ma io non lavoro da un dentista =_= stikazz..

    Bacissimi, è bellissimo avere una Lodigiana che mi legge *_*

    Momo

  3. Complimenti! post utilissimo 🙂 dovrei farlo leggere a mia mamma che critica sempre le scarpe che compro, etichettandole come ”tacchi alti e stretti” 😀
    Un’idea: a quando un post sui tipi di punte? 😉

    1. Oh Grazie *_* sei un Cuore!!
      Allora, ti spoilero i prossimi appuntamenti col Rotocalco: Tacchi dalle forme Particolari e Zeppe, Come si misura un Tacco e ci metto il tuo Tipi di punte *_* weowowowowowowo!!
      Mia madre non capisce nemmeno cosa sia un tacco a spillo. Odia le calzature taccomunite…
      A presto!!

      Momo

  4. Bellissimo post!!!
    Adoro il tacco a spillo, l’italiano e lo stiletto…

    Ma in questo periodo non ho nemmeno i soldi per mangiare, non posso permettermi un nuovo, faigossissimo paio di scarpe vertiginosamente alte!

    (che purtroppo, avendo da un anno e qualche mese a questa parte aquisito un ragazzo alto come me SENZA TACCHI, stanno cominciando a scarseggiare nella mia scarpiera…)

      1. Oddio, non farmici pensare!!! Che pappa buoooona!

        Adatta al freddo porcospino di questi giorni…

        Se poi mangiata indossata con un bel paio di peppe nuove…

  5. Ma quelle con il tacco basso sono proprio orrende, ma tutte! Sulle scarpe basse abolirei del tutto lo stacco suola-tacco, anche negli stivali..
    Per i tacchi alti tutta un’altra storia, spillo e italiano su tutti, il secondo soprattutto perchè mi da l’idea di essere un po’ più stabile..e anche a mia mamma che ha paura che mi uccida!

    1. Tau ^_^ grazie mille, però non riesco a postare sul tuo blog.
      ecco quà allora:
      Condivido l’uso che fai dei consigli.
      E a me il tuo blog interessa ;D

      Tanti baci, anche perchè sei passata da Gomitolo ^_^

      Baci,
      Momo

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