Rotocalco del Gomitolo: Ci sono mode e modi di dire le cose!! Parte 1

Spesso, soprattutto girando tra i vari negozi on line, si trovano varie nomenclature per lo stesso tipo scarpe. Un esempio? bootie, stivaletto, sandal boot, shoe boot, ankle boot, tronchetto…e via dicendo per le calzature che termino alla caviglia. Nulla di male se ognuna di queste corispondesse veramente ad un tipo di calzatura…ma, da che ho potuto constatare, nella maggior parte dei casi sono usati alla bene e meglio, senza ritegno. Così creiamo un bella confusione….

E sul tipo di tacco ne parliamo? Da quando è stato coniato il termine “Tacco Scultura” (grazie Galliano) praticamente tutto quello che non è sottile e lineare ne è un potenziale candidato alla nomina. Lo stiletto….al contrario indica tutto quello che è sottile. E l’altezza? dove la misurano? Che sistema di misura utilizzano? Spanne, credo. ma questo lo tratteremo nella Parte 2.

I negozianti possono sempre aiutarci…. Mica vero. Facciamo attenzione, armiamoci di pazienza e cerchiamo di imparare le basi per muoversi nella giungla Scarpaiola.

Iniziamo a distinguere i tipi di calzatura (non voglio fare da maestrina a nessuno, solo condividere la mia esperienza):

Decollete:

Sono scarpe chiuse, piuttosto scollate e hanno il tacco evidente rispetto la suola, dai 2 cm in su. Possono essere anche di rete: se hanno una forma come in figura sono sempre decollete e non sandali. Non possono essere costituite da soli listini incrociati, devono avere una tomaia (la parte esterna superiore che ne determina la forma) ben definita.Possono essere più o meno a punta, squadrate o tondeggianti, presentare decori, fiocchi o cinturini decorativi alla caviglia, avere un plateau. Nota: se ve le presentano come “platform” non stanno dicendo che tipo di scarpe acquisterete, ma una sola caratteristica relativa alla suola.

Peep Toe / Open Toe

Facciamo una precisazione, chi lo chiama sandalo sta sbagliando di grosso! E’ la cugina più stretta della decollete, presenta una apertura più o meno evidente sul davanti che la rende meglio adatta alle stagioni miti. Obbliga chi la indossa a prestare particolare attenzione alla pedicure. A seconda del materiale, del colore e della forma è ammesso (con parsimonia) l’uso di una calza, nel caso desiderassimo un stile più particolare. Solitamente, hanno una forma tondeggiante. Rarissimi i casi di punta quadrata o aguzza. Molto formale, nel classico taglio (es. questo sopra di Valentino, o Louboutin..) anche questa calzatura è sempre munita di tacco, di ogni foggia. I decori sono frequenti, sulla tomaia come sulla suola: fiocchi, accessori in metallo, fibbie, plateau, cinturino alla caviglia…la fantasia non ha limiti.

D’Orsay

Scarpa che copre solo il tallone e la punta, lasciando scoperto tutto il resto del piede. L’originale ha la punta chiusa e non presenta cinturini di sorta. Poiché da chiuso il modello prende subito un’aria troppo seria, è facile trovarlo in versione open toe: da qua cominciamo a parlare di sandali…. ;D Spesso a causa della sua già particolarissima forma non sono troppo decorati, ma non mancano le versioni con tomaia fantasia: Manolo Blahnik docet. Non sono scarpe facili da indossare: scappano facilemente se non sono perfettamente di misura, e non donano a tutte le forme di piede. Hanno il tacco, ma raramente si spingono oltre i 10 cm, la punta può essere più o meno tonda, o sfilata. Il cinturino alla caviglia è una rivisitazione moderna per renderle più portabili. Il nome dovrebbe derivare dal loro inverntore, ma non maledicetemi se ricordo male =_=

Modello chanel:

Modello chiuso davanti con tallole libero e listino a supporto sul retro. Talvolta il listino rigira sulla caviglia a formare un cinturino, (Jimmy Choo ci ha ricamato sopra parecchio, su questo dettaglio). Pur essendo chiamate, a tradimento, “sandalo chiuso” non sono molto ben viste in estate, a causa della potenziale ipersudorazione della parte coperte del piede a discapito della freschezza del tallone XD: ideale in primavera, io le adoro con le calze lavorate a pizzo. La punta può essere di ogni taglio, ma se aperta, la scarpa perde lo status di chanel e diventa Sandalo. I lacci posteriori possono essere costituiti dalla continuazione della tomaia della punta (come foto), oppure essere attaccati alla soletta interna. Se la parte davanti è accollata e dietro non c’è laccetto abbiamo dei Sabot (bleeeeee!!), se invece rimane la sola punta ma scollata è un Mule. Il tacco: da due cm a +infinito

Mary-jane e T-Bar

Le MaryJane sono decollete chiuse (se aperte sono Peep toe decorate.) con un laccetto più o meno sottile che passa sul collo del piede orizzontalmente, spesso chiudo con un bottone. Eleganti e classiche, regalano un aria da college o adirittura baby se a punta tonda (ecco, evitare le calze bianche…effetto lolita), più urban chic se a punta…chi non ricorda lo svalvolìo di Carrie di fronte a quelle qua sopra?? La capisco, sono semplicemente perfette. Le T-Bar sono decollete, o spesso d’Orsay, con un laccio verticale che parte dallo scollo del piede, al centro, e che corre su tutta la lunghezza fino ad incontrare un altro laccio perpendicolare, a formare appunto una T. Molto formali, prendono spunto dalle scarpe da ballo (tango), ma spesso la T è decorata o realizzata in catenine o altri materiali a contrasto: danno un’aria vintage mooolto sofisticata! Punte ammesse: di ogni tipo.

Sandalo

Tutto quello che lascia scoperte punta, tallone, fianchi, e sia composto da una tomaia ridotta è Sandalo, con tacco ovvio. Si sprecano decori e fantasie, taglie e stili. Tutto è permesso. Quello in foto, per molti siti sarebbe un “sandal boot”….ma per carità! Allora tutto quello che cinge la caviglia è boot? =_=

I sandal boot sono incroci tra sandalo e stivaletto: coprono quasi tutto il piede ma con intrecci e trasparenze.

Scarpa Accollata

Sono scarpe accollate quelle che in un modo o nell’altro coprono parzialmente il collo del piede, spingendosi ai limiti della caviglia ma senza mai coprirla. Negli ultimi tempi è tornata di moda ed è possibile vederne esemplari in moltissime collezioni attuali. Di questa famiglia fanno pare le famigerate Francesine, scarpe con tacco abbastanza alto chiuse da una allacciatura stringata. Per non passare la soglia e trasformarsi in Stivaletti devono terminare al di sotto dello snodo della caviglia. la forma del tacco ne determina lo stile, la tomaia può essere di ogni taglio, altezze del tacco sempre superiori ai 4 cm però, questo solo per le  stringate, altrimenti sembrano le oxford maschili. Possono essere arricchite da ogni frivolezza o austere da fraulen. Sono scarpe decisamente pratiche, se semplici, e molto comode d’inverno.

Stivaletto

Lo stivaletto deve coprire la caviglia e ricordare già lo stivale. Può essere stringato e ricordare un polacchino, una francesina, ma deve, ripeto, coprire la caviglia. E’ ammesso ogni decoro, ma gli ultimi tempi hanno sfornato qualcosa di ancora più pericoloso: Lo stivaletto con la punta aperta!!! Calzatura inutile, ma stilosa…è quello che mi ha fatto decretare la nuova legge: “Se accettate queste creature con le calze, le Peep toe seguono a ruota. Amen”. Lo stivaletto è un amico validissimo dei nostri inverni, insostituibile alleato con jeans e gonne, o abitini, dona un allure un po’ rock. Certo, quello in foto con un tubino, fa prorpio cacare, please evitare ^_^, ma con un maglione lungo sono fuochi d’artificio. OCCHIO: spesso le caviglie che si immaginano i designer sono dello stesso diametro di quelle del vostro gatto. Prestare massima attenzione, soprattutto ai modelli “cernierati”, chiedere sempre la circonferenza…o verificarne la vestibilità con ogni mezzo!!

Stivale midi, Midcalf

Gli stivali Midcalf o Midi, sono sempre stati presenti sulla scena, ma nessuno ha mai dedicato loro il giusto spazio. Occorre precisare che la loro caratteristica è quella di arrivare al massimo ad una decina di cm dal ginocchio (sotto, ovvio) e possono essere aderenti( come una calza, i più brutti),  a tubo ( stesso diametro dalla caviglia al polpaccio, vedi foto) o morbidi / arricciati. Hanno visto il loro ritorno dopo gli anni 80 grazie alla moda, diffusasi nei primi 2000, di portare gli stivali sopra al jeans: ve li ricordate i peter pan? VOMITO, io non li ho mai comprati per fortuna, ma sono stati i primi mid calf a circolare. Poi è stata la volta dei texani a mezzo polpaccio, di quelli super arricciati..E poi sono arrivati gli UGG, che io non considero calzature fashion. Oggi stanno un po’ declinando, nonostante Balmain faccia di tutto per tenerli in auge, complici anche i tronchetti. C’è da aggiungere che se non si hanno polpacci di diametro regolare (=leggi anoressico…ma chi progetta le calzature, le misure, le prende sulle braccia??) fanno difetto e che non tutte le gonne rendono giustizia a questa misura, poiil jeans dentro lo stivale è belle che tramontato.

Stivale

Famosissimo, con la decollete è caposaldo nelle nostre scarpiere. Arriva al ginocchio, ma lascia l’articolazione libera, copre tutto con un gambale che può essere: liscio, arricciato, decorato, operato al laser, doppio, scamosciato, lucido….tutto. La punta aperta è frutto di una grossa ubriacatura collettiva 2008/2009: spero verrà dimenticata presto, che su uno stivale fa “caghèr”. In pelle, in stoffa, di lycra (😛 bleee) in suede, con cerniere o senza: i gambali possono essere fatti in moltissimi modi, vestire aderenti, morbidi o larghi, addirittura! Il tacco (noi prendiamo in condiserazione il modello con tacco, le scarpe comode verranno trattate in altra sede) o la zeppa anche se altissima risulterà molto comoda. Inutile dire che sono i re dell’inverno.

 Stivale Cuissardes/Over the Knee

Scarpa feticcio dell’inverno passato, sono normalissimi stivali, lisci decorati..ect vedi sopra, con la particolarità di arrivare a coprire il ginocchio. Spesso sono aperti  proprio dietro il ginocchio per consentire un movimetno meno “impacchettato” e fluido ( e favorire la calzata), questi modelli sono davvero eleganti se non superano di molto la fine del ginocchio. Il rischio è poi che il gambale faccia fatica a contenere le cosce (purtroppo anche chi disegna cuissardes usa il calippo come figurino), con effetto “debordè”😄, i miei preferiti sono in suede col tacco altissimo. La punta tonda garantisce sobrietà, quella lunga fa un po’ cyberpunk…de gustibus. Credo sia stato anticipato dalle parigine, calze soprail ginocchio che ne hanno aperto le vie.

Thigh High Boots/ Stivali alla coscia

Quest’anno li vorranno tutti, l’anno scorso volevano farceli comprare a tutti i costi (e Miu Miu ne aveva realizzati un paio da cardiopalma) ma eravamo ancora troppo timide….direttamente dalle notti fetish gli stivali alla coscia!! Non è che mi piacciano molto, li consiglio solo a chi è molto minuto. E alto…a me i normali cuissardes arrivano ben oltre l’articolazione del ginocchio…i thighigh mi fanno da stival-tuta. Furono proprio loro, però, a farci conoscere e desiderare lo stivale sopra il ginocchio: chi non ricorda ne Il diavolo veste Prada i mitici Chanel? Ecco, forse l’unica maniera per portare i thigh-high con disinvoltura è quella:

 

Spero davvero di esservi stata utile con questo catalogo, al solo scopo dio illustrare le principali forme di calzature. Giusto per non ordinare uno stivalone che alla modella in foto arriva appena sopra il ginocchio..e a voi  (a me soprattutto) sotto il mento. O un trochetto che lascia mezzo piede fuori….perchè è una scarpa accollata….^_^

 

Baci,

Momo

 

 

 

4 comments

  1. E’ geniale questo post!!! Diventerà la mia bibbia… che figata, adesso quando entrerò in un negozio di scarpe saprò cosa chiedere!

    Sei un mito!

  2. Ottimo post!
    non avevo assolutamente idea della definizione di molte scarpe :p
    A proposito di stivali alla coscia, io ne ho un paio bellissimo di Casadei ma non sono granchè mettibili:/
    A me comunque (e sono alta 174) arrivano a metà coscia, quindi non troppo in alto!
    bacio🙂

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