Le scarpe Classiche

Duilio

Scarpa da uomo molto classica, caratterizzata dal pellami corposi e rigidi, spesso lucidati a puntino. Tipico il decoro a forellini, direttamente dalle Brogue, ma “chiusa” come le Oxford. Sia quest’ultima che la sorella, qui presentata, Duilio si riconoscono da un dettaglio molto preciso: i due lembi di pelle che ospitano le file di occhielli sono cuciti del tutto alla calzatura, tranne appunto la fessura dei lacci. In questo modo si ha una calzatura formalissima ma di carattere. Altri segni distintivi: la punta è solitamente ovale o a mandorla, delimitata a captoe lineare, non a coda i rondine (come le brogue invece), il tallone e la tomaia centrale delimitate in modo netto da cuciture e decori a foro. Per me il massimo si ottiene con le calde nuances del castagna o testa di moro, che danno profondità e risalto al traforo, nere perdono fascino e carisma. Ottime con il tweed e tessuti di lana importanti e in tinte insolite (amaranto, verde bottiglia, navy).

Oxford


Sorella prossima del Duilio, ma senza decoro a forellini. Liscia e con la sola punta delimitata in modo netto a captoe (definito modello “Console”) oppure senza cuciture del tutto per un look minimal e ricercatissimo (in vernice si crea un effetto insolito, ideale per cerimonie). Anche questa scarpa ha i lembi degli occhielli cuciti alla tomaia e non permette quindi una calzata “comoda”, o “casual” se vogliamo dirlo così, resta formalissima: l’ideale come calzatura da lavoro importante. Oso dire indispensabile, per l’armadio maschile.

Brogue


Calzatura di origini scozzesi, nasce come evoluzione “odierna” delle scarpe tradizionali di questa nazione. Il tratto distintivo è la decorazione fiorata a “coda di rondine” in punta, e molto “rustica” nelle forme, piene e non slanciate. La suola è spessa, in cuoio o gomma, e in questo modello vediamo le alette degli occhielli non cucite nel lato basso, quindi “libere” di allargare la calzata e renderla forse “più easy” e comoda. Perfetta per look casual, sportivi e per avvicinarsi a velluti millerighe, fustagni in colori insoliti ma naturali.

Legato


Il modello detto Legato si colloca stilisticamente a metà strada tra la Oxford e la Brogue. Se ella prima prende la forma più snella e formale, resta sempre meno elegante ma mai rustica quanto la Brogue classica. La punzonatira a forellini è presente, ma difficilemente in modo massiccio e anche qui abbiamo le alette libere. Per indecisi :D. (differisce dal Duilio per le alette libere)

Derby (Blucher)


Scarpa più casual delle Duilio e Oxford, meno inpegnativa, liscia senza troppi fronzoli, ha la caratteristica primaria nelle alette degli occhielli libere, permettendo una calzata morbida. Nei toni caldi del marrone o colorata è molto versatile da abbinare (se non è richiesto il rigore del nero che la rende decisamente formale, ma ne uccide la bellezza). Grazie alla sua forma affusolata e all’assenza di decori impegnativi è necessario prestare attenzione al numero di occhielli per parte: 4/5 soono ideali, ma 6/7/8 possono seriamente allungare il piede: dipende dalle esigenze. In cuoio, spesso trattato e tinto, garantisce un aspetto che con l’utilizzo può assuemere una bella aria vintage-vissuta: in questo caso relegatela all’utilizzo casual ^_^. In vernice lucidissima è una scarpa da cerimonia.

Derby in daino


Versione estiva e molto-molto casual della precedente(un pelino più raffinata del Desert Boot), adatta a look freschi e in colori chiari: infatti, preservando la forma originaria questa versione ha la tomaia in morbido daino naturale. Bianco, panna, beige, tortora, ma anche lilla, azzurra, verdina, gialla…Nulla ferma la fantasia. Calzatura resa delicatissima dal materiale poroso e predisposto alla macchia… prestare la massima attenzione alle ultime del meteo e armarsi di pazienza: da spazzolare e spruzzare di protettivo ad ogni uso…Belle le suole chiare (intese come non-nere).

Spectator

La scarpa allacciata bicolore! Molto spiritosa, chiassosa anche, se vogliamo, spesso la vediamo in bianco e nero, in navy/panna, rossa e beige…Decisamente non formale, a tratti sfacciata è ottima per attirare l’attenzione: se è facile trovarla nel classico vitello spazzolato, non mancano le versioni i vernice. Si accompagna talvolta a decori sportivi come nappine sui lacci, frange. Famosissima la sua versione da golf. Le parti colorare sono, solitamente,  tallone e “coda di rondine” della punta. Le alette possono essere chiuse o aperte. E’ ammesso un tacco di spessore (altezza) maggiore alla norma, come pure un tacco bassissimo.

Burford

Altro mix: qui uniamo la comodità della Derby e la linea formale della Oxford. Solitamente le troviamo solo nei colori scuri poichè vogliono essere l’alternativa formale alla Derby (per chi ha il collo del piede alto) senza scendere nello sportivo. Ottima in ufficio, ma solo lì. (una Legato senza forellini..)

Monkstrap


Questa calzatura si differenzia molto dalle precenti per un preciso dettaglio: non ha i lacci e presenta una chiusura laterale, a fibbia singola o multipla. Ignoro il motivo per cui prendano il nome dal mondo ecclesiastico/monastico, ma forse i sandali dei frati con fibbia sono stati d’ispirazione..Classica, declinabile in tutti gli stili, co tutti le punte e i pellami più vari. Sta bene con tuttii tessuti e in particolare è consigliata con pantaloni “narrow” (più avvolgenti sulla gamba). Da non sottovalutare la sua difficile combinazione coi in colori tessuti più sostenuti.

Esistono, tuttavia, moltissime altre varianti sul mercato, con tutti i tipi di punta: quadra, strettissima, affilata, molto tonda, a mandorla (la classica) e ovale…i dettagli come le cuciture possono rompere le regole e far scaturire nuove forme .In ogni caso avremo sempre di fronte un derivato dei modelli succitati (o dei seguenti, prossima puntata!) : se ha la coda di rondine, la punta captoe oppure dai lembi degli occhielli chiusi o aperti potremo capire di chi son “figlie”.

La prossima puntata la dedicheremo ai mocassini: dalle Americhe a Venezia!

Nella speranza di non aver scritto idiozie e di avervi divertito un po’…

Baci,

Momo

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